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Come diventare travel influencer

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Come diventare travel influencer: un articolo che ti svela la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità su questa professione.

La più ambita al mondo. Essere pagato per viaggiare. Chi non vorrebbe farlo? Chiunque penso…

Una volta alla scuola quando ti chiedevano che lavoro volevi fare, tu e i tuoi compagni di classe rispondevate: chi il medico, chi la maestra, chi il pompiere, chi l’ingegnere…

Oggi ai bambini chiedi: cosa vuoi fare da grande? ‘L’influenser!’

Tuttavia non è un articolo acchiappalike e tanto meno non vogliamo illudere che diventare travel influencer sia facile.

Se deciderai di proseguire nell’ardua lettura di questo articolo proibito, scoprirai il segreto che si cela sotto questo lavoro così fashion.

Ti piacerebbe startene li al sole e guadagnare tanti euro?

Come diventare travel influencer: cosa pensano gli altri?

E’ uso comune pensare che diventare travel influencer sia semplice: basta avere almeno 50 mila followers su Instagram e il gioco è fatto.

Ti fai qualche vacanza, inizi a postare foto da luoghi meravigliosi e in pose scultoree che il David di Michelangelo o la Maya Desnuda possono accompagnare solo e il gioco è fatto.

Dovrai solo aspettare che internet ti chiami al telefono (chissà perché, tanti sono convinti che sia internet in persona a pagarti, anzi il Signor internet! …una fantomatica presenza non meglio definibile).

Così eccoti li che passi da un continente all’altro, in prima classe con spremute d’arancia in bicchieri di cristallo, dormendo in hotel lussuosi, svegliandoti all’alba facendo yoga, visitando le città in risciò con il cappello di paglia e facendo le foto con i bambini sorridenti.

Smart working perenne e via andare, insomma…

Ecco, il mondo pensa che il lavoro del travel influenser sia questo e sia facile diventarlo.

Come diventare travel influencer: com’è realmente

Sto per darti una brutta notizia, come quando ti hanno detto che Babbo Natale non esiste.

Probabilmente i travel influencer reali e che vivono di questo lavoro facendo veramente i soldi si possono contare sulle dita di una mano.

Si, hai capito bene.

Sono pochi, veramente pochi. E pensare che aprendo i social e vedendo tutta quella gente ti eri fatto l’idea che fossero chissà quanti!

E certo, se lo fanno in tanti vorrà dire che è un lavoro remunerativo no?

Sbagliato: più che lo fanno in tanti, potrei dirti che ci provano in tanti. Hai capito bene. CI PROVANO. Ti spiego perché…

In tanti pensano a questo lavoro come ad un insieme di luoghi comuni, esattamente come ti ho spiegato sopra.

Pensano che basti viaggiare e ed avere qualche migliaio di followers, che basti fare qualche post emozionale per provocare sussulti negli spettatori mandandoli in estasi e ricevere offerte di lavoro.

Non è così automatico, assolutamente no.

Innanzi tutto devi avere un seguito di persone in target, ovvero che viaggia. Non basta avere persone che ti mettano il like. Su 100 mila followers, in quanti viaggiano? In quanti di quelli che viaggiano effettuano quel tipo di viaggi che ami tanto fare tu? Sono tutti in target i tuoi followers?

Sicuramente no, in quanto il cliccare su ‘segui’, di per se non significa nulla.

Secondo, devi avere un numero tale di persone in target per far si che le persone che porti, il tuo pubblico, sia appetibile per qualunque azienda (e con azienda indichiamo un hotel piuttosto che una catena di hotel o una compagnia aerea).

Quanto guadagnano gli influencer/travel influencer?

Quanti clienti paganti, riesci a portare tra i tuoi followers? Più ne riesci a portare, più possibilità hai che qualcuno ti cerchi e ti paghi in cambio di visibilità.

Si, ma quanto ti pagano sulla base di quello che porti? Qui casca l’asino in quanto non c’è una risposta esatta a questa domanda.

Dipende. Sei conosciuto a livello mondiale? Allora potresti avere un certo valore. Sei conosciuto a livello nazionale? Allora ne hai un altro. Sei conosciuto nella tua città soltanto?

Considerando questa ultima ipotesi, al massimo potresti pensare che qualcuno, per ricevere visibilità da te e dai tuoi post, possa al massimo offrirti una cena in un ristorante. Pizza e birra. Pizza margherita però.

Il tuo range di followers si aggira dai 100 mila al milione? Beh, forse potresti spuntarla chiedendo qualche centinaio di euro a post fino al migliaio se ti avvicini al milione di seguaci.

Ovviamente i seguaci non devono essere raccattati con mezzucci fasulli e sfigati, tipo i bot, o comprati (chi conosce sa di cosa sto parlando).

Tuttavia ci tengo a precisare che gli account che rientrano in questa classe sono una piccolissima minoranza e stime del 2020 ci confermano che non raggiungano l’1% del totale.

Sopra il milione poi le cose cambiano e allora parliamo di soldi ‘pesanti’.

Per soldi ‘pesanti’ non intendiamo affatto quelle mancette sopra riportate ma parliamo di cifre a 4 o 5 zeri per ogni singolo post.

Chiaro no?

Ora, se sogni di diventare ricco sfondato facendo questo lavoro, quante possibilità hai di avere oltre il milione di followers? Quanta gente conosci che sia a quei livelli? Spero che il concetto ti sia arrivato chiaro e forte.

E quindi facciamo un passo indietro: se hai 50 mila scappati di casa che ti seguono, quanto pensi che ti possano pagare per viaggiare?

Sei ancora convinto, brutto vagabondo, che potrai passare la vita a viaggiare gratis e a guadagnare? Temo di no.

Trovare un buon compromesso, la soluzione giusta.

Ti posso suggerire una soluzione: trovati un lavoro da svolgere in smart working. Lavora come free lance con il tuo portatile.

Qualunque lavoro. Lavora e viaggia, viaggia e lavora. Concentrati su questo.

Di lavori che potresti scegliere in questa situazione ce ne sono diversi: il videomaker, e farai servizi presso hotel che potrebbero pagarti ed ospitarti; il marketer, gestendo la comunicazione di aziende in remoto (e qui si apre un mondo… social media manager, advertising manager, copywriter, ghost writer, web designer…), oppure fai come noi, il consulente viaggi online: il nostro ufficio è casa ma quando vogliamo, prendiamo il pc sotto braccio e partiamo dove ci va.

Poi, se nello svolgere questo lavoro, riesci ad avere anche un seguito social e qualche azienda ti nota e decide di allungarti qualche cento euro per avere visibilità, ben venga, ma è qualcosa in più.

A questo proposito potresti anche aprirti un blog e pensare di monetizzare in vari modi: lascia perdere i banner pubblicitari (che per tirar su 200 euro servono almeno 30.000 visualizzazioni al mese – e sono tante per un blog), e magari rivolgi le tue energie a programmi di affiliazione andando a creare articoli che fanno da vetrina per prodotti venduti da aziende dove, chi clicca ed entra, se acquista, ti fa guadagnare una commissione.

Insomma, se cerchi su Google di modi ce ne sono tanti per guadagnare viaggiando non sto qui a raccontarti vita morte e miracoli perché non sono un consulente del lavoro!

Quello che non ti permette di guadagnare viaggiando sicuramente è lo scattare foto e metterti in posa con la bocca a ‘cu… ore’.

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