Riapertura delle frontiere: estate 2020

Quando riapriranno le frontiere in europa dopo l'emergenza Covid-19?

La riapertura delle frontiere è senza ombra di dubbio il tema più dibattuto in questo periodo.

Il caso Covid-19 non è ancora un capitolo chiuso (e lo sarà solo con l’arrivo del vaccino) ma sicuramente, visti i picchi dell’epidemia che pare ci siamo lasciati alle spalle, l’Europa si appresta a tornare alla normalità.

E se non normalità, qualcosa di quanto più vicino possa assomigliarle.

Qualche prima iniziativa da parte degli stati europei pare stia nascendo e vediamo quindi nei dettagli di cosa si tratta.

ATTENZIONE: come sempre, ci pare doveroso specificare che tutto quanto riportato di seguito, visto il delicato momento storico, non ha alcuna ufficialità. L’unica fonte ufficiale in questi casi sono soltanto le istituzioni (nemmeno Rai 1 o Canale 5 sono fonti ufficiali per capirci).

mare italia

Fase 2: ritorno alla quasi-normalità

La tanto attesa Fase 2 iniziata lo scorso 4 maggio, sta gradualmente riportando l’Italia alla situazione pre-emergenza, rendendo più o meno possibili i ricongiungimenti familiari (permessi all’interno della regione) e degli ormai celebri ‘congiunti’ (vedi Wikipedia per capire chi sono).

Inevitabile quindi pensare anche a cosa succederà nel periodo estivo.

Abbiamo bisogno di tornare quanto prima alla normalità e le vacanze estive sono sicuramente quel momento che ci potrà riportare a tempi spensierati.

Sottolineiamo inoltre più volte che la ripresa del turismo segna la ripartenza di un settore economico che produce circa un 15% del PIL italiano: ecco perché c’è tanto interesse da parte della popolazione e dei media su questo argomento.

Se il 18 maggio i dati sui contagi saranno positivi ed ancora in calo, possiamo pensare davvero di poter guardare con ottimismo alle vacanze estive.

Ciò comunque non ci preclude dal dover fare caute osservazioni sul futuro.

Riapertura delle frontiere il 15 giugno?

La commissione UE ha chiesto agli stati membri di bloccare i viaggi non essenziali dei cittadini verso l’estero, fino al 15 giugno, fermo restando il positivo andamento della curva dei contagi.

A determinarne il successo sarà sicuramente il rispetto delle disposizioni che arrivano dai vari governi nazionali: in ogni caso comunque l’allentamento sarà sicuramente graduale.

Nel frattempo però nulla vieta di pensare al ‘dopo’ lockdown e al ritorno ad una totale normalità.

Mentre il nostro governo pensa e procrastina sulle direttive e sulle misure che gli operatori di settore saranno obbligati ad adottare (nonostante la presenza di un nutrito staff tecnico di circa 450 menti), intorno a noi qualcuno inizia già seriamente ad attrezzarsi.

Città di Dubrovnik

Riapertura delle frontiere in Croazia

Nel frattempo, come riporta il sito Mondo Balneare, la Croazia, il vicino della porta accanto che si batte sul nostro stesso campo, il litorale dell’alto Adriatico, ha annunciato la ‘riapertura’ a breve.

Soprattutto si sta muovendo mandando chiari messaggi al viaggiatore per rassicurarlo circa la sicurezza e la salubrità di una vacanza in Croazia.

Non saranno presenti divieti, ma solo precauzioni.

Va ricordato inoltre che le stesse autorità croate stanno spingendo anche per l’adozione di un protocollo unico che possa dare linee guida a livello europeo.

E forse sta proprio qui la prima necessità, un protocollo unico. Non possiamo pensare che in Italia vengano prese delle misure e che altrove tali misure siano più o meno restrittive. Serve una linea guida comune perché allo stesso modo il virus infetta Italiani, Croati, Greci o Spagnoli.

Riapertura delle frontiere in Grecia

Dello stesso parere pare essere anche il governo greco che, se tutto andrà per il meglio, sarà pronto ad accogliere i suoi turisti a partire dal 1° luglio.

Anche il primo ministro greco, auspica la definizione di linee guida internazionali comuni sulla libera circolazione dei cittadini come ad esempio la possibilità di controlli alla partenza dei viaggiatori.

Purtroppo quello che ancora una volta emerge è l’evidente divisione a livello europeo e la mancanza di unità e coesione per il bene comune, ma forti del grande ottimismo che ci pervade, non possiamo far altro che incrociare le dita e sperare per il meglio.

Tanto qui oramai ci rimane solo che accedere qualche bel cero in chiesa e sperare.

(Vuoi sapere dove andare in Grecia? Clicca qui)

Vacanza in Grecia

Cari amici in politica, un appello…

E’ chiaro ormai che l’attesa e il rispetto delle regole siano il punto fondamentale da cui partire per un rilancio a livello globale.

Ragazzi, piuttosto che prendervi a parole e litigare tirandovi i capelli, non è il caso di muovere le ‘natiche’ (era una vita che non usavo la parola ‘natiche’), prendervi le vostre responsabilità di ‘professionisti’ pagati profumatamente e fare il bene della vostra amata nazione?

Coraggio, oramai siete grandi. E’ il momento di agire e basta attendere.

Abbiamo bisogno di risposte certe e non altri dubbi che ci attanagliano e non ci fanno dormire alla notte.

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