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Perché Briatore dovrebbe governare il turismo in Italia

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Perché Briatore dovrebbe governare il turismo in Italia? Ti spiego il mio punto di vista in questo articolo.

Eh si, l’estate riserva sempre delle belle sorprese e non ultima la recente crisi di governo.

Essendo un blog apolitico, mi astengo dal commentare in un senso o in un altro questa notizia. Quello che però vorrei commentare è quanto, nei giorni successivi alla crisi è stato dichiarato da quello che considero uno dei più grandi imprenditori italiani di tutti i tempi: Flavio Briatore.

Pronto ad accettare un eventuale incarico di governo per rilanciare il turismo

E’ questo il punto su cui l’imprenditore italiano si è espresso e che nelle ultime ore ha destato tanto scalpore. In una lunga intervista rilasciata a “Il Foglio”, Briatore sostiene tra le altre cose quanto segue: “Non escludo il mio ingresso in politica a patto di essere messo nelle condizioni di fare le cose”, annunciando anche quello che sarebbe il nome di un ipotetico partito, il “Movimento del fare“.

Certo, un imprenditore di successo, saprebbe sicuramente quali tasti andare a toccare per favorire il rilancio dell’economia nel nostro paese, dallo sblocco di alcuni grandi cantieri pubblici, agli incentivi verso gli investitori stranieri per promuovere il turismo.

Questo sicuramente sarebbe un catalizzatore per la ripresa occupazionale creando un forte indotto.

Ogni nazione ha le sue materie prime come ricchezza: la nostra materia prima è il turismo

Fin dalle elementari le maestre ci hanno riempito la testa, studiando la geografia, che le ricchezze dei vari paesi nel mondo derivano dalla capacità di sfruttare le materie prime nel sottosuolo.

Così ecco stati che hanno basato la loro fortuna sul petrolio, minerali e quant’altro. In Italia qual è la ricchezza principale di cui ogni angolo, abitato e non, è pieno? Storia, arte e bellezze naturalistiche. E cosa possono portare storia, arte e bellezze naturalistiche? Il turismo.

Quindi, qual è la materia prima di cui siamo potenzialmente prosperi? Le “ricchezze turistiche“. Tante volte, su queste pagine ci siamo espressi riguardo al turismo come fonte di ricchezza per il nostro paese (leggi l’articolo Chi pensa che l’Italia possa vivere di turismo alzi la mano!)

Purtroppo non basta essere semplicemente ricchi: la ricchezza va fatta fruttare per generare altra ricchezza. Se hai un milione di euro sotto il materasso rimane sempre un milione di euro e addirittura le banconote rischiano di marcire con la muffa e gli anni che passano. Se quel milione di euro viene investito con coscienza, ecco che può portare frutti.

Lo stesso vale per il nostro territorio. Inutile avere numerose bellezze se queste non vengono sfruttate nella dovuta maniera.

Cosa manca in Italia per sfruttare al meglio il turismo?

Purtroppo negli anni ci siamo dolcemente cullati sugli allori, pensando di poter campare di rendita con il solito turista tedesco che arrivava da noi con la sua Opel Station Wagon e i calzini bianchi sotto i sandali.

Nulla è stato fatto per portare nuova linfa vitale al settore turistico e pertanto, sia le stesse strutture alberghiere, sia le stesse politiche territoriali volte ad incentivare questo settore, non hanno fatto nulla per rimanere al passo con i tempi, quando tutto intorno a noi stava mutando. Politica in primis e imprenditoria, sono state a guardare.

Così ci siamo ridotti a fare conti di disastrose perdite a fine stagione per il calo dei turisti che dal lato loro preferivano mete più allettanti dove al contrario nostro il settore dei servizi veniva visto come una potenziale risorsa: in poche parole, c’è chi ci ha creduto più di noi e il vecchio adagio popolare “chi ha il pane non ha i denti” mai prima di questo momento storico è stato più reale.

Sappiamo solo constatare che la Puglia nella stagione estiva 2019 ha registrato un forte calo delle prenotazioni, ma non sappiamo dire perché ne’ tanto meno sappiamo come porre rimedio ad una simile problematica.

Inutile dirlo: non abbiamo la mentalità giusta per “imprendere” e con arroganza pensiamo che tutto ci sia dovuto.

Quindi: cosa manca in Italia per sfruttare al meglio il turismo? Risposta: la testa sulle spalle.

Che sia la volta buona?

Briatore non è sicuramente nuovo ad esternazioni riguardanti il mondo del turismo senza andare per il sottile con dichiarazioni che molte volte hanno suscitato rumorosi vespai: ha semplicemente fornito una descrizione oggettiva della realtà.

Sicuramente avrebbe una sensibilità maggiore su questo tema rispetto a tanti politicanti che sanno ricoprirsi solo di buoni propositi e di “fare” nemmeno se ne sente parlare. Parliamoci chiaro: per far soldi con i turisti, non basta soltanto “il sole, lu mare, lu ientu trallallero lallallà!”, serve molto, molto di più.

Devi mettere le attività in condizione di lavorare e investire, devi incentivare le nuove iniziative, non devi tagliare in continuazione le gambe a chi ha voglia di lavorare con ordinanze comunali idiote e controlli a tappeto verso gli esercenti che sembrano più una caccia alle streghe che altro.

Attualmente vedo tanti “faremo” e pochi “facciamo”. Che sia la volta buona che una persona con un po’ di sale in zucca e tante esperienze blasonate possa rappresentare la svolta?

Francamente non mi interessa il colore di chi governa, a patto che sappia quello che sta facendo e soprattutto, dotato di una buona dose di cognizione di causa, possa riportare nuovo lustro alla nostra amata patria soprattutto valorizzando una preziosa risorsa che nessuno potrà mai portarci via.

Ben vengano i Briatore.

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