Prenota la vacanza da solo e aspettati l’inaspettato! (storie vere)

Come detto più e più volte, il risparmio compulsivo (di cui poi ci si vanta facendo passare da stupidi chi prenota con l’agenzia viaggio), porta ad inconvenienti o ad abbagli clamorosi, ponendo subito l’accento su chi tra le due tipologie di viaggiatori sia veramente quello rincoglionito.

Facciamo sempre una premessa. Non ce l’ho con chi si organizza il viaggio da solo, ci mancherebbe. Ce l’ho con chi non è capace di organizzarsi le vacanze da solo e pretende di farla passare come una cosa facile.

Per farti capire che non ce l’ho con i fai da te, io a casa mia taglio l’erba del giardino da solo ad esempio e non chiamo il giardiniere (dato che si tratta di una cosa semplice). E anche se non ho il prato di Buckingham Palace, non ci lamentiamo del risultato.

Quando qualcosa è troppo complicato, sarebbe bene fermarsi a riflettere

Quando devo fare una potatura (che non sono capace a fare), chiamo qualcuno che lo fa di mestiere.

Lo stesso concetto dovrebbe essere per i viaggi. Ma a quanto pare per qualcuno non è così e imperterrito continua a pensare che pagare un’agenzia viaggi equivalga a buttare soldi: al contrario, significa pagare un servizio e qualcuno per fare qualcosa che non hai tempo di fare o non SAI fare.

Veniamo al dunque

Fatta questa lunga premessa (che magari sarà più lunga di quello che sto per dirti), arriviamo al dunque.

Non sempre quando stai prenotando qualcosa probabilmente stai prenotando quello che pensi realmente. Molti siti in cui è possibile prenotare hotel ad esempio per ammaliare o convincere più facilmente la clientela pubblicano foto di hotel dall’apparenza molto “glamour”.

E’ chiaro che le apparenze contano, nessuno lo mette in dubbio, ma a volte l’apparenza va oltre il reale e così può capitare che qualcosa che credi “vera”, in realtà è una montatura.

Le esperienze altrui…

A proposito, vorrei mostrarti questo Tweet di una viaggiatrice:

https://twitter.com/jennykershawx/status/995272439423631360

Le immagini sono molto eloquenti. Se non conosci l’inglese, traduco: “La piscina del nostro hotel in Vietnam… booking.com VS realtà. Ci siamo stati”.

Più o meno suona così.

La malcapitata Jenny, convinta di trovare una piscina a sfioro su un’assolato attico, si è ritrovata con questa (più o meno) vaschetta idromassaggio. E ci è arrivata in Vietnam!

Per carità, lei se l’è presa a ridere, ma pensa un po’ quante volte potrebbe capitare una situazione simile e soprattutto pensa al fatto che il malcapitato potresti essere tu!

E se capitasse a te?

Non sto dicendo che sia la regola di certi siti proporre una cosa per un’altra, magari ne capita uno al cento, ma se quell’uno fossi tu?

Quindi, in questo caso prendi e porti a casa. Nel caso in cui la prenotazione l’avessi fatta con un’agenzia viaggi, al ritorno avresti potuto spellare vivo il tuo agente.

Anche questo potrebbe essere un vantaggio o piacere (se sei sei il Marchese De Sade).

Qui si possono aprire molteplici ragionamenti più volte ribaditi: prenotare da soli e andare alla cieca o avere un punto di riferimento a cui aggrapparsi in caso di bisogno per via di un inconveniente?

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