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Vacanza con gli amici: istruzioni per l’uso

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Vacanza con gli amici: quanti di voi in questa o in un’altra vita si sono dovuti districare in questa destinazione?

Come vi comportate quando siete in vacanza con gli amici? …e loro, come si comportano quando sono in vacanza con voi? Quanti rimorsi hanno generato certi viaggi! Ma soprattutto, quante amicizie rovinate!!!

Credo che trovare un buon compagno di viaggio sia un pò come trovare l’anima gemella: esci, ti frequenti, ti trovi bene, poi arriva il momento della convivenza (o della vacanza) e scopri lati che mai avresti voluto conoscere.

La tua ragazza (o il tuo compagno di viaggio) non è quello che pensavi e mentre in teoria dovreste godervi un bello spaccato di vita, vi ritrovate a malapena a sopportarvi, alternando i musi lunghi a momenti di finto (ma suona meglio FALSO) idillio.

Questo è. Non c’è remissione. Credo che certe dis-avventure siano capitate a parecchi di noi. Giusto?

Questo accade se siete in viaggio con il compagno sbagliato. Pensa un pò se siete con la comitiva sbagliata! Cose che a confronto le faide tra Capuleti e Montecchi erano bisbocce tra amici di vecchia data.

In certi momenti sarebbe meglio essere naufragati durante una gita in pedalò, piuttosto che sorbirsi certe atmosfere tese.

Ma facciamo un passo indietro. Andiamo a monte della questione e del perchè si arriva a certi livelli.

Prima cosa, il capobranco, quello con più verve, inizia a radunare gente. Mentre vi trovate alla cena del calcetto (o del corso di zumba), dopo la consueta partitella infrasettimanale, se ne esce fuori Toro Seduto che butta lì l’idea: “Ragà, chi viene in vacanza questa estate???”. All’improvviso si alza un coro unanime di IO IO IO IO IO IO IO!!!!!! Come se ci fosse qualcuno che dice: “Chi vuole cento euro?” e così sembra che dovrete affittare un boeing 747. Poi quando si tratta di andare in agenzia, il capobranco si gira intorno e si ritrova come sempre coi soliti tre o quattro (o cinque o sei, dipende dal numero di partenza). E vabè, si sapeva. Ma andiamo oltre.

Penso che sarete concordi nell’ammettere che la vacanza con gli amici (quelle che poi vanno in malora) iniziano già a prendere una brutta piega fin da subito, ovvero dalla scelta della destinazione. Chi la vuole cotta, chi la vuole cruda e all’inizio sembra quasi impossibile conciliare tutti (un pò come accade in parlamento dove ognuno va per la sua strada); c’è chi pretende di andare in Grecia, chi in Spagna, chi vorrebbe Malta, chi invece quasi quasi farebbe un pensierino sulla Lapponia. Alla fine però esce fuori sempre il bravo premio nobel per la pace che riesce a trovare un punto d’incontro comune, e trova la destinazione che va bene a tutti. Oleèèèè!!!!!!! Primo scoglio superato!

Arriva il momento della partenza. Tutti felici, tutti contenti che finalmente si va! …e si arriva pure!!! Giunti all’ hotel però un altro ostacolo si frappone tra i nostri eroi e la felicità. Come formiamo le camere? E qui si inizia subito a capire qual è il vero gioco delle simpatie. Capisci di stare antipatico a qualcuno quando vedi che magari preferisce stare in camera con Antonio o Arturo (altri nomi di fantasia). Quindi non solo inizi a guardare in cagnesco colui il quale ti sta evitando, ma anche il suo/suoi compagni di stanza! E così iniziano a formarsi i primi gruppetti.

Finalmente la vacanza è iniziata e possiamo divertirci! NO. E quando si va al mare? e quando si va a mangiare? e dove si va al mare? e dove si va a ballare? L’aperitivo? Pensate a questo moltiplicato per 7, i giorni che normalmente dura una vacanza. Pensate che ogni volta che nascono questi interrogativi amletici ed esistenziali, qualcuno inizia ad averne a male perché il suo parere si è ignorato (che vi piaccia o no, in una comitiva ci sarà sempre il trascinatore e il trascinato), fintanto che non si arriva al punto di non ritorno in cui scatta la scintilla che innesca la guerra fredda, fatta di sguardi permalosi, scene mute e sorrisi di circostanza. E’ vero o no? Ecco, immaginavo, è come dico io.

Così iniziano a formarsi le fazioni, lotte non solo tra camera e camera, ma anche lotte intestine all’interno delle camere stesse, specialmente se si riesce a partire in comitive numerose. L’inizio della fine e da “vacanza con gli amici” diventa “guerra con gli amici”.

In tutta questa lotta poi c’è sempre chi vorrà far da pacere ma alla fine è quello che ci rimette più di tutti che se non sta attento le prende anche!

Così, logori nello spirito e nel corpo a causa degli stravizi fatti e delle nottate insonni, si ritorna a casa senza nemmeno guardarsi negli occhi, ma giurando e spergiurando che, sull’onore del casato, mai e poi mai ci si rivolgerà più la parola! Quelli che una volta erano amici per la pelle, ora sono diventati nemici giurati per colpa di una vacanza andata male.

Quindi, come evitare di mandare una vacanza in malora e rovinare l’amicizia con i propri fedelissimi?

Dalla mia esperienza posso darvi questo suggerimento per passare una serena vacanza con gli amici:

-lasciate a casa vecchi rancori. Siete in vacanza per liberare la mente, non per appesantirla;

-evitate di andare in vacanza con chi state frequentando da poco (uomo o donna che sia);

-andate con quelli con cui siete amici dalla scuola materna: ormai ne avete viste di cotte e di crude e saprete tranquillamente prendervi e sopportarvi;

-non cercate di convincere chi non vuol venire: vi darà solo noie con i suoi “l’avevo detto che dovevo stare a casa!”. Certa gente sta bene al baretto del circolo;

-non costringete i vostri compagni di viaggio a fare cose che non vorrebbero fare: se le facessero contro voglia poi vi si ritorcerebbe contro e sareste in debito. Ovviamente gli altri non devono costringere voi;

-se proprio non potete farne a meno, al ristorante non dividete il conto ma cercate di pagare in proporzione a quello che avete mangiato (e bevuto): sarà apprezzato;

-se una volta la comitiva ha ascoltato voi che siete leader, una volta (ma anche due) ascoltate voi il più timido e taciturno della compagnia;

-siate pazienti: per una volta meglio abbozzare che far valere a spada tratta le proprie ragioni. Quando sarà il momento, vedrete che anche gli altri abbozzeranno con voi;

-se una cosa non vi va di farla, non la fate. Non per forza dovete a tutti i costi seguire la comitiva e non per forza la comitiva deve seguire voi. Anche restare un attimo da soli vi aiuterà ad apprezzare al meglio il posto che state visitando.

In fondo, la vacanza con gli amici deve essere un momento rilassante. Rispettate gli spazi altrui così come gli altri dovranno fare con voi. Se fate (o fanno) di tutto per farla andare male, tanto valeva essere rimasti al lavoro, almeno non avreste speso tutti quei soldi e magari avreste pure guadagnato qualcosina!

 

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