Nea Kameni: escursione al vulcano di Santorini

-Vai a Santorini e per capire come si sia formata l’isola, DEVI per forza fare questa escursione. Prendetevi mezza giornata per visitare  il cratere di Nea Kameni e Therasia (isola abitata dell’arcipelago di Santorini che anticamente faceva parte dell’isola, prima che questa venisse demolita per metà da un terribile cataclisma circa 3500 anni fa, donando l’aspetto di caratteristica forma a C rovesciata).

E’ possibile prenotare l’escursione in uno dei tanti centri informazione che si trovano sull’isola, specialmente nella cittadina di Fira. Partiamo l’indomani da Perissa con il nostro quad alla volta di Fira, al cui porto antico, ci imbarcheremo per questa suggestiva escursione. Dopo esserci fatti tutta la scalinata che dalla città alta conduce nella zona di imbarco (prendete del fiato perchè per percorrerla ci vuole un buon quarto d’ora), facendo lo slalom tra i ciuchini usati per salire dal basso all’alto, altra nota caratteristica di Santorini, e schivando le varie cacche che questi sono costretti a lasciare li sul posto, arriviamo finalmente al nostro galeone e ci imbarchiamo con turisti di altre nazionalità. Se siete fortunati, troverete la guida che parla anche italiano, altrimenti sarete costretti ad ascoltare tutta la spiegazione in inglese. Poco male. La prima tappa è l’isola di Nea Kameni
che insieme alla piccola isola vicina di Palea Kameni si è formata negli ultimi due millenni in seguito a ripetute eruzioni di lava. Nea Kameni è costantemente monitorata dagli scienziati dell’Istituto per lo Studio e monitoraggio del vulcano Santorini ed è un sito scientifico protetto. La presenza di alcune sorgenti calde e di fumarole di zolfo testimoniano che il vulcano è ancora attivo. Sull’isola sono visibili 3 crateri:

  • Mikri kameni, creatosi nel 1570
  • il cratere di Dafne, nato con le eruzioni del 1925-26
  • il cratere centrale creato nel 1940 da due grandi eruzioni idrotermiche.

E’ possibile salire sul cratere centrale fino a 130 metri d’altezzanea-kameni-caldera-santorini-therasia seguendo un sentiero ghiaioso, per cui, vista la scalinata minata dai poveri asinelli e visto questo trekking al mare, se non volete rovinare il lavoro della vostra estetista, vi consiglio almeno di non mettervi le infradito. Poi se volete fare i fashion, fate voi! Comunque… Il grande isolotto di Nea Kameni (Fuoco nuovo) è davvero spettacolare: emerso dalle acque nel 1573 è caratterizzato da un paesaggio desolato, da antiche colate di lava nera, da fumarole e cristalli superficiali molto fragili; è facile perdersi nei racconti della guida che riporta alla memoria i tempi antichi di questa isola abitata da una civiltà della quale ai giorni nostri è arrivato un ricordo piuttosto fioco, che facilmente si confonde con il mito e la leggenda lasciandoci immaginare Santorini come ciò che rimane della mitica Atlantide (secondo alcune teorie che la identificano proprio nella più famosa delle isole greche). Da qui ci spostiamo su Palia Kameni (Fuoco Antico), che ha la sua origine intorno al 200 a.C.  Testimone di un’attività vulcanica ancora attuale è il fatto che sia possibile fare il bagno in una piccola baia raggiungibile solo a nuoto e tuffandosi dal “galeone”. Consigli: se non sapete nuotare non tuffatevi; non si tocca. Se non vi piace il viscidume non tuffatevi: le pietre a ridosso della riva sono ricoperte di alghe. Se vi piace l’acqua cristallina non tuffatevi: sembra piuttosto di essere nel mare Adriatico in piena estate con la stagione delle alghe appena iniziata. Se vi va di raccontare di aver fatto il bagno nell’acqua sulfurea che sgorga dai fondali della caldera di Santorini e poter dire “Io c’ero”, allora tuffatevi. In sostanza: niente di così eccezionale come le altre mille cose che potrete vedere su questa fantastica isola. Ci dirigiamo a Therasia,

unica isola abitata dell’arcipelago di Santorini. Una volta attraccati al suo porto, sembrerà di essere finiti sul film “Mediterraneo” di Salvadores, in un posto in cui il tempo e l’ incedere della modernità si sono fermati.

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Therasia

Un posto abitato da pescatori e ristoratori che vivono con i turisti che attraccano al porto. Salendo una lunga e ripida scalinata, si arriva al paese. Ritornando verso Oia, ci accorgiamo di come il sole stia finendo il suo ciclo quotidiano andandosi a rifugiare oltre la linea dell’orizzonte, colorando il cielo di sfumature azzurro-arancio. Nel frattempo le onde che si infrangono sullo scafo della nave rompono il rumoroso vociare dei turisti e del motore. Inganniamo il tempo fotografando le cittadine di Fira e Oia arroccate su questa scogliera impervia che riporta alla nostra memoria un ricordo di bambini cresciuti; tante casette bianche grandi la metà di un’unghia, ammucchiate una accanto all’altra, impilate una sopra l’altra, più simili ad un presepe fuori stagione che ad una località di villeggiatura.nea-kameni-caldera-santorini-therasia

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